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365 Giorni della Memoria

                                              
                          

Avverto chi si accinge a leggere, che questo è un post diverso dagli altri, anomalo, leggermente "autobiografico"..
Si, perchè, tra le tante persone che mi sono state vicine durante gli anni dell'infanzia, ho avuto la fortuna di essere cresciuto "a pane e Resistenza", da un pro-zio, oggi novantenne.
Nome di battaglia: Achille; partigiano combattente, formazione Garibaldi,Jugoslavia!

Vere e proprie "favole" inizialmente, ma che pian piano divennero tristi racconti, poi atroci-passate-realtà.
Storie che ascoltavo con attenzione, e che "camaleonticamente" si adattavano alla mia diversa età..
Fin quando, grandicello, non mi è stata riferita "nuda e cruda"!!
Riferita non volontariamente, ma che " forzatamente ed egoisticamente" ho strappato dalla bocca, o meglio, dall'anima, di un uomo distrutto, cui è stata negata l'adolescenza, negata, forse, una vita intera, pur essendo un "sopravvissuto".
Foto, vecchi oggetti, e la famosa "tuta da lavoro", una di quelle conosciute a righe bianche e nere, numerate, che dopo aver mostrato ai nipoti, ha dovuto gettar via, per dimenticare, consapevole, comunque, di non riuscirci mai.
Episodi che si era ripromesso di non tramandare, perchè troppe volte preso per "pazzo"!
Ma ero un ragazzino troppo curioso e troppo intelligente, per pensare che potessero essere delle macroscopiche stupidaggini.
E così tra lacrime, singhiozzi, ed un malessere che gli si leggeva negli occhi, ho condotto sistematicamente veri interrogatori, ore ed ore di strazianti chiacchierate, di cui con orgoglio feci una tesi per la maturità.

Per anni mi sono documentato, venendo a  conoscenza, anche grazie ad un amico che non la pensa esattamente come me, di tesi diverse, volte a negare, tutto o parte, di quello che oggi conosciamo come "Olocausto", "Shoah", che in ebraico  significa "distruzione", ma che è un termine "politicamente corretto" per indicare il più grande sterminio di vite umane. 
Tesi che "rispetto", ma che non posso condividere, per non rendermi complice, di un assurdo e perverso assassinio di massa, i cui unici responsabili non sono affatto "i tedeschi"..
Senza l'Italia, senza il Fascismo, la Germania di Hitler, per convenienza indicato come il solo colpevole, non sarebbe mai riuscita ad imporre il suo piano di sterminio di uomini, donne e bambini di tutta Europa.
Occorreva un complice. E sia ben chiaro, quel complice fu Mussolini, il suo regime, i suoi uomini!!!

E' per "resistere" ai continui tentativi volti a "revisionare", "sminuire", "svergognare" l'Antifascismo e la Resistenza, che oggi incombe su ognuno di noi l'obbligo morale di ricordare, di raccontare, di non dimenticare.

I nostalgici/negazionisti, dovranno, ancora per molto, fare i conti con " l'intelligenza del mondo", perchè, come leggo su di una vecchia tessera dell'Anpi, lasciatami in "eredità" e da me gelosamente custodita, " La Resistenza ha un cuore giovane" !!!    

                    Un Abbraccio,
                                               Peppe.
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Legge 20 luglio 2000, n. 211

"Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2.

1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.








 

Pubblicato il 27/1/2008 alle 1.20 nella rubrica Diario.

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