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la strada è ancora lunga e in salita

Mi rivolgo a quanti, come me, hanno guardato con interesse e, forse,  sproporzionata passione politica al processo di formazione (giunto ormai al traguardo) dell'organizzazione giovanile del Partito Democratico.
A quanti hanno creduto necessario il cambiamento, il rinnovamento di una politica che "puzzava di antico" e nel Pd quale strumento per garantire meritocrazia, legalità e trasparenza.
Mi rivolgo a quanti hanno sperato che i tempi della politica "trattata", decisa tra pochi in base al principio "questo a me e quest'altro a te " fossero finiti, o almeno non riguardassero i giovani.
A quanti hanno creduto (anche solo per un attimo) che le "primarie" del 21 ("quelle" di domani per intenderci) sarebbero potute essere caratterizzate da candidature VERAMENTE libere, diventando l' occasione storica per la chiamata alle urne di ragazzi e ragazze, giovani e giovanissimi, che finalmente avrebbero potuto scegliere DIRETTAMENTE i propri rappresentanti alle Assemblee regionali e nazionale.
Mi rivolgo a quanti, come me, provenienti dalla straordinaria e a tratti sofferta esperienza della Sinistra Giovanile hanno davvero sperato nella formazione di una nuova organizzazione, frutto non del mero accordo tra strutture ed aree preesistenti, ma del confronto democratico tra giovani provenienti da tutte le realtà, politiche e non, singole ed associative, laiche e cattoliche, mossi da un unico intento: costruire le basi di una "nuova politica", chiedendo a voce alta discontinuità rispetto al passato e diritto di partecipazione alle scelte fondamentali !
Mi rivolgo a quanti hanno guardato e tutt'ora guardano con sincera gratitudine "chi ha ricoperto importanti ruoli in passato", ma che disprezzano, nauseati, il loro becero tentativo di "scegliere a tavolino" i propri eredi nella giovanile.
A quanti hanno creduto, anche solo per un attimo, di potersi lasciare alle spalle tecniche, modalità e strumenti poco trasparenti, vecchie logiche che nulla hanno a che fare con la politica e con la democrazia.

A tutti voi, cari amici e compagni che ci avete creduto e che, nonostante tutto, continuate a crederci, dico, molto umilmente, che la strada è ancora lunga, buia e in salita.
Nella speranza di percorrerla sempre serenamente, superando, con al "polso la bussola" della coerenza e dell'onestà, i continui ostacoli che mi si presenteranno, mi auguro di non essere capitato in un vicolo cieco.

Un abbraccio democratico,
Peppe Somma.

Pubblicato il 20/11/2008 alle 20.13 nella rubrica Diario.

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